piramide

La piramide olfattiva

L’arte della creazione di un profumo è tutt’altro che ovvia ed accessibile: si basa sull’applicazione di regole e metodologie complesse e attinge a strumenti tecnici sempre più sofisticati. Dal semplice artigianato sta evolvendo, anche nel mondo del naturale, verso una dimensione nella quale la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica costituiscono un valore aggiunto alla rarità ed alla preziosità intrinseca di alcune materie prime.

Sono circa 3.000 le materie prime a disposizione di un creatore profumiere:circa 200 oli essenziali, circa 100 estratti, resine, balsami e circa 2.500 materie prime singole derivate da intermedi e prodotti di sintesi, classificate sulla “regia del profumiere” (in francese l’orgue) o organo, dalla quale attinge per “comporre” le sue creazioni. Le materie prime hanno diverse origini: naturale, di sintesi o riproduzioni e vengono ottenute attraverso processi di trasformazione diversificati.
Con gli strumenti a sua disposizione, le conoscenze tecniche acquisite durante il suo percorso accademico o l’apprendistato, il “naso” comporrà una formula secondo una precisa metodologia.
L’olfatto è un senso molto sviluppato, lo dimostra il numero di recettori che sentono gli odori.La zona del bulbo olfattivo si sviluppa già dai primi mesi di vita e nell’epitelio sono presenti almeno 1000 tipi differenti di recettori che “sentono” gli odori. Un numero enorme se si pensa che, la vista, ha solo tre tipi di ricettori differenti, quelli dei tre colori fondamentali.
L’uomo moderno ha ormai una sensibilità olfattiva molto ridotta, ben diversa, ad esempio, da quella del suo fedele amico, il cane, che è almeno 10.000 volte più sensibile agli odori.
I professionisti (profumieri o sommelier) possono distinguere fino a 100.000 odori diversi. Ma discriminare non vuol dire riconoscere. Per il riconoscimento sono necessarie quantità di odoranti quasi tre volte superiori.
3 i momenti dell’impressione olfattiva: detenzione, cioè percezione di un odore, discriminazione, cioè riconoscimento dell’odore, e identificazione, cioè “etichettatura” verbale di un odore.
1 chilogrammo. Per ottenerlo di olio essenziale di fiori di tuberosa, magnolia e rosa occorrono rispettivamente 8.000 Kg., 6.000 Kg. e 4.500 Kg. di materia prima.

LA PIRAMIDE OLFATTIVA

La piramide è una visualizzazione teorica del grado di evaporazione dei componenti e della loro persistenza. E’ costituita da 3 livelli che permettono di illustrare lo sviluppo temporale della fragranza.

Le note di TESTA sono fresche e leggere e di debole persistenza, svaniscono in pochi minuti.
Quei pochi minuti che bastano per scatenare la voglia di scoprirlo, ecco perché si definisce questa fase ’ il “volo del profumo”, costruito generalmente da agrumi, piante aromatiche e note acquatiche o marine.

Le note di CUORE sono più potenti, più consistenti delle note di testa e di media persistenza. Per due o tre ore si intrecceranno gli odori dei fiori, della frutta e le note verdi, espressione della ricchezza di un profumo e della sua “scia”.

Le note di FONDO, legni, muschi, note ambrate, vaniglia, spezie, note animali ecc, evaporano con sensuale lentezza e possono persistere per giorni. Esprimono la “personalità” del profumo che ne genera la fedeltà nell’uso.